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24/10/06

MIELI RIOTTA/2 - UNA LUNGA PASSEGGIATA FA SEMPRE BENE

dal sito di Dagospia

IL CORRIERE DEL TG1: STASERA MIELI OPINIONISTA DI RIOTTA
La passeggiatina pariolina di sabato mattina, starring Mieli e il suo ex vice al Corriere Gianni Riotta, ha prodotto I suoi frutti: stasera Paolino Mieli apparirà al Tg1 per commentare I fatti dell’Ungheria. Il rapporto tra il Corriere e il Tg1 è destinato ad avere un roseo futuro: dove non sono presenti i corrispondenti Rai, appariranno gli inviati di via Solferino…

23/10/06

MIELI RIAGGUANTA RIOTTA: LA LINEA LA DECIDIAMO INSIEME

Mieli_riotta_1Sabato mattina Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, e Gianni Riotta, suo ex vice, ora direttore del Tg1, passeggiavano parlando fitto fitto per viale Romania, ai Parioli.

Dagospia

QUESTO E' UN CAPOGRUPPO!

Villetti_3 Roberto Villetti dello Sdi, capogruppo alla Camera della Rosa nel Pugno, a lui l'auto blù non serve.

13/10/06

RADICALI ITALIANI, FORSE E' LA VOLTA DI RITA

Dopo un primo 'ni' pare che Daniele Capezzone sia orientato a lasciar passare la candidatura di Rita Bernardini alla segreteria di Radicali italiani. L'attuale segretario, infatti, starebbe cumulando un numero troppo alto di cariche (la responsabilità del partito, lo scranno parlamentare, la presidenza di una Commissione) per il magro bottino elettorale dell'aprile scorso. Con la Bernardini avremmo un soggetto politico certamente più pannelliano. Capezzone battitore libero, però, rischia di far saltare il quadro mettendo in ombra la nuova segreteria, con conseguenti attesi malanimo nel partito.

09/10/06

MARIO D'URSO AL TELEFONO CON LA MARCHESA VERUSIO

Immag012_2I Parioli, si sa, sono croce e delizia del vippettume romano. Quando uno di loro, invece che a Capri, Cortina, Gstaad o altro, si trovi per un qualche disguido mondano a svegliarsi alla domenica mattina, chessò io, in via di Villa Grazioli, viene preso dal panico. Si catapultano giù dal letto verso la mezza e risalgono le strade come topi avvelenati in cerca d’acqua, pronti a sedersi al primo tavolino di caffè affollato, a deviare per un branch improvvisato su qualche  terrazza, a salutare un po’ di gente, fare qualche baciamano per tonificarsi e sapere di essere al mondo…ma nulla, solo lunghe prospettive deserte che si incrociano formando angoli vuoti. Unico luogo animato la chiesa di San Bellarmino all’uscita dalla messa di mezzogiorno. Ed è lì che abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in uno degli uomini più eleganti d’Italia uno di quelli che il bel mondo non solo l’ha vissuto ma l’ha fatto, un grande amico dell’avvocato, il senatore Mario D’Urso, vestito di jeans e scarpe da ginnastica, intento ad organizzarsi la giornata armeggiando con un taccuino al centro di uno spartitraffico. “Pvonto? Sì, a Roma…ma guavda…sono seduto sopra una specie di sasso…scusami ma ora ti devo salutave aspetto la telefonata della Marchesa Verusio per andare a vedere il film di Oliver Stone…ti devo lasciare, ciao ciao” Clic. “Pvonto? Ciao Cavissima, va bene alle 6 e 20…poi mi inviti a cena però…Fuori? Va bene….Sì sì facciamo alla romana, dopo Parigi non ho più una lira…” clic. Tramezzino e cappuccino in piedi da Hungaria con un occhio al magro passeggio. Poi: “Mario?” Due ragazze sui vent’anni salutano il senatore che va a sedersi al loro tavolo. Dopo due minuti si alza: “….Salutami quella santa donna di tua madre”, poi si gira di nuovo “e mi raccomando studia, studia che la laurea è importante, breve…lunga…ma poi che differenza c’è…? E lei: “Mi informo e te lo dico”. Ciao ciao. Ecco, è per uomini così che i vituperati Parioli vanno difesi. Sempre.

Dagospia

DANIELE CAPEZZONE, QUELLO CHE NESSUN RADICALE DICE

Proprio ieri, facendo quattro passi con un ex dirigente radicale si è finiti, come al solito, a parlare del prodigio Daniele Capezzone, di come sia arrivato al partito, di quando timidamente prese la parola per la prima volta e subito affascinò tutti, e, soprattutto, di come abbia bruciato le tappe fino a diventarne in qualche modo il simbolo. Ma fin qui nulla di nuovo. Ad un certo punto, però, il mio interlocutore mi fa: “Io l’ho sempre detto, Pannella ha distrutto tutti negli anni…è emerso solo lui, ma con Capezzone non gliela fa.” “In che senso?”, chiedo io scettico. “Non gliela fa…insomma, il partito vero, la forza politica che ci ha attratto tutti era il partito radicale trasnazionale…a Capezzone non gliene è mai fregato niente del trasnazionale…a parole sì, se glielo chiedi ti dice che è cruciale ma poi nei fatti non gli interessa, lui cerca l’hic et nunc della politica…ma tu ora dimmi, dov’è finito il partito radicale trasnazionale? Andiamo…Radicali italiani era solo una piccola cosa…ed invece adesso è l’unico soggetto. Pannella ha cacciato in malo modo, come sa fare lui, Dupuis, acerrimo nemico di Capezzone, e così facendo gli ha fatto un grande piacere…da tre anni il Prt è un fantasma…e intanto Capezzone cosa fa? Tesse la tela dell’accordo con lo Sdi fino a portare Radicali Italiani, attraverso la Rosa nel Pugno, in Parlamento…al Governo! E Pannella cosa fa? Parla ancora dei Montagnard…C’era Benedetto (Della Vedova ndr), lui era bravo, era in opposizione a Daniele eppure cosa ha fatto Marco? Ha cacciato via anche lui, l’ha obbligato a mettersi contro il segretario per creare un po’ di dialettica nel solito congresso bulgaro e poi in un memorabile intervento l’ha distrutto…ma il risultato è stato che Daniele si è rafforzato ancora.” "Beh, ma Pannella ne sarà consapevole…", dico io. "Ma no…non completamente almeno, sa che Daniele è molto cresciuto, questo sì, ma non si è reso conto che in questi anni ha fatto il suo gioco…oggi Capezzone è il primo segretario nella storia radicale di cui Pannella non possa liberarsi con un colpo di tosse. E’ un specie di genio mediatico che ha sopperito alla mancanza di consenso interno creando un rapporto diretto con la gente, attraverso la televisione, le dichiarazioni continue su tutto e su tutti…Pannella non riesce più a stargli dietro…l’ha surclassato…proprio quando tutti lo pensavono più debole, isolato, lui si è rafforzato ha costruito relazioni, è cresciuto...a questo punto gli danno credito tutti, prendi questa iniziativa dei ‘volenterosi’…ha messo insieme i massimi…”. “Insomma, Pannella sarebbe un sorta di ostaggio in casa sua, confinato a parlare dei Falun Gong o dell’esilio di Saddam, ma di fatto ignorato anche dai mezzi di comunicazione…?” "Beh, ma dimmi, se dovessi chiedere una dichiarazione attendibile sulla Finanziaria o su Autostrade – Abertiis, a chi la chiederesti a Pannella? O a Capezzone.” “E la Bonino?”. “Lasciamo stare, ma hai letto l’intervista sul Corriere della settimana scorsa…e poi ora spunta fuori Antonio Bacchi…bah”.

Radio radicale

DELOCALIZZIAMO LA PA

Ebbene, la mia proposta a cui non va attribuito spirito provocatorio va ad inserirsi nella scia del suggerimento fornito nel luglio scorso del presidente dell’Autorità Antitrust: esternalizziamo le attività di back office della pubblica amministrazione, disse allora Catricalà. Ed io aggiungo: delocalizziamole anche.

08/10/06

SOLE 24 ORE, NOVITA' IN VISTA

Tira aria di riorganizzazione al Sole 24 ORE dopo la costituzione della nuova Unità Sviluppo Risorse Umane e Organizzazione affidata al giovane Alberto Allegranza, ex Accenture, fino ad ora in staff all'amministratore delegato Claudio Calabi. I colloqui con i responsabili di business sono già iniziati.
Intanto, nei corridoi di via Monte Rosa fanno gli scongiuri da quando è tornato a farsi vedere Maurizio Tarquini, noto per aver portato sull'orlo del fallimento in una memorabile sequenza: la Luiss Management, di cui era amministratore delegato, e la divisione Formazione del Sole 24 ORE; poi approdato finalmente in Telecom, per occuparsi soprattutto di formazion in house, è riuscito nel giro di poco più di un anno anche a portare la Tils, la società del gruppo da lui presieduta, alla cessione.