CURZI FERISCE MUNZI E DON MARCHESI GODE - IN ESCLUSIVA L'AUDIO DELLA TELEFONATA AL CORRIERE
Atto I - di come Curzi aggredisce Munzi e della sua uscita di scena
Roma, Villa Malva - Nella splendida sede della CIVILTA' CATTOLICA, la rivista fondata nel 1951 da Carlo Maria Curci per volere di PIO IX, inspiegabilmente un agitatissimo Ulderico Munzi si trova a presentare il suo libro, Gesù in camicia nera Gesù partigiano , sulla vicissitudini dei preti che dopo l'8 settembre si schierarono su fronti opposti, chi al seguito del popolo partigiano chi a confessare repubblichini.
Il pubblico ha una età media che gli consente di ricordare in prima persona e nel dettaglio gli avvenimenti di cui si parla. La sala segue con fervida attenzione. La parola dopo un giro di tavolo finisce a Sandro Curzi. Il prete moderatore, tale don Marchesi, ha appena sbattuto in faccia a Curzi le parole più dure del libro contro i comunisti. Lui reagisce bene, la prende alla larga, ma Munzi non ci sta e inizia ad interromperlo accusandolo di non aver letto neppure Panza, figuriamoci il suo libro.
Curzi tentenna, non sa come reagire, la rabbia gli sale dalle gote improvvisamente arrossate in direzione del cervello, l'uditorio inorridisce nell'assistere alla mutazione. D'un tratto si alza, vacilla, poi d'impeto sovrastando il povero Selva (Gustavo, anche lui frai presentatori) si avventa contro un incredulo Munzi. Il gesuita-moderatore interviene in modo impacciato, non sa cosa fare, pare più attento a scrutare le reazioni delle signore in sala che a sedare la rissa tra gli ottuagenari.
I più anziani sfollano indignati infilando passetti svelti uno dopo l'altro, in realtà hanno paura, ricordano quei tempi e non erano rose e fiori. La discussione incredibilmente riprende, finchè Munzi, tergendosi il sudore con un fazzoletto, non si rende conto di essere stato ferito. Mostra il sangue alla platea rimasta lì immobile e con grande tramestio esce di scena.
Intermezzo - "Quell'ossesso di Curzi mi ha menato"
Seguito da un imbarazzato codazzo di funzionari della Sperling&Kupfer, Munzi percorre avanti e indietro il corridoio laterale alla sala che affaccia sullo scalone d'ingresso: "Dov' è il cappotto...me ne vado...quel pretaccio...è inaudito!", poi un guizzo nello sguardo: ha trovato come consumare la sua vendetta. Controllato e sicuro: "Dov'è il cronista del corriere?", lo sventurato si fa avanti, Munzi lo incalza esibendo il fazzoletto arrossato "questo lo scrivi tutto!", ingiunge al collega, poi ha un'idea ancora migliore "chi c'è al giornale? chiamami il caporedattore". Il cronista perpelsso fa il numero e gli passa il telefonino.
ESCLUSIVO
Ascolta la telefonata di Munzi al Corriere della Sera
Gran finale - di come Munzi rientra in sala e fa la pace con Curzi
Sembra fatta. Curzi è sputtanato, domani i giornali lo metteranno alla berlina, a Munzi non rimane che andarsene, ferito ma vittorioso. Ma no, qualcosa gli va in circolo: irrompe nuovamente in sala proprio mentre don Marchesi arringa la folla contro di lui.
L'emozione sale, lo stupore incolla l'uditorio alla sedia: cosà sarà tornato a fare? vorrà farsi giustizia?
Il gesuita, imperativo, gli fa segno con l'indice di riprendere la porta, lui solenne proclama: "No, ho diritto di restare", del resto è lui l'autore del libro.
Si stabiliscono le regole di ingaggio: niente interruzioni, divieto di usare le mani e rispetto per il prossimo. Munzi, diligentissimo, accetta tutto, sembra un altro, si sorbisce persino tutta la storia della vita di Selva dai 3 ai 18 anni che incanta la contessa Theodoli.
Poi viene il suo turno, finalmente sta per prendere la parola, c'è tensione - l'unica distrazione la procura la repentina uscita del porporato in prima fila. Che fare, si interroga la gente, rimanere o andar via? Restano tutti - Munzi rivolto al pubblico: "Scusatemi, non doveva accadere...il moderatore ha condotto bene", "in modo eccellente" lo interrompe don Marchesi, "eccellente ma criticabile" concede un Munzi improvvisamente democratico e remissivo.
Post factum - Lo spirito di Monaco
I gesuiti ne hanno fatte e viste di peggiori. La gente esce lentamente. Curzi avvicina Munzi, i due si scambiano animate battute guardandosi fisso negli occhi, sembra quasi che ci si avvii ad un terzo round. Munzi si porta lentamente la mano all'interno della giacca, ne estrae una penna la avvicina a Curzi...poi devia verso il volumetto e gli fa la dedica.