18/04/07

BECHIS SPUTTANA REPUBBLICA

“Italia Oggi” sputtana lo sciopero di “Repubblica”. In una ricostruzione pubblicata sul giornale di questa mattina, il direttore Franco Bechis, per mezzo del fido Claudio Piazzotta, svela i presunti stipendi da fame dei cronisti di Largo Fochetti che, a sentire il Cdr, faticherebbero ad arrivare alla fine del mese. “Delle 478 firme in forza al giornale di Ezio Mauro – si legge nell’articolo – il 78% si colloca in una fascia di reddito tra i 60mila e gli oltre 100mila euro, piuttosto lontana – chiude perfido l’autore – dalla soglia di povertà”. E poi, entrando nel dettaglio: “Un giornalista ogni 3 guadagna sopra i 100mila euro lordi, vale a dire 4.600 euro al mese per 14 mensilità”. Oltre a cellulari, Pc ecc.

Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Espresso, si è detto “amareggiato” per lo sciopero: “È un fatto senza precedenti”. Ma ha ribadito che rimane ferma l’indisponibilità ad introdurre un «terzo livello di contrattazione», come richiesto dai sindacati. Per la proprietà, infatti, il problema del costo del lavoro giornalistico fino ad ora sarebbe stato coperto dai collateral…cosa non più possibile in tempi di crisi.

15/03/07

LA DANNAZIONE DI CIPOLLETTA

“Alla quotazione del Sole ci ho lavorato per più di 20 anni, ormai sono tutti d'accordo, spero sia approvato". Uscita polemica di Innocenzo Cipolletta, presidente delle FS ed ex presidente del Gruppo Sole 24 ORE, immolato sulla strada della quotazione. A margine di un convegno, a Roma, il professore non ha perso occasione per rivendicare a sé la paternità del progetto scippatogli di mano a un passo dall’ingresso in Piazza Affari con conseguente abdicazione a favore di Giancarlo Cerutti.

Dagospia

24/10/06

MIELI RIOTTA/2 - UNA LUNGA PASSEGGIATA FA SEMPRE BENE

dal sito di Dagospia

IL CORRIERE DEL TG1: STASERA MIELI OPINIONISTA DI RIOTTA
La passeggiatina pariolina di sabato mattina, starring Mieli e il suo ex vice al Corriere Gianni Riotta, ha prodotto I suoi frutti: stasera Paolino Mieli apparirà al Tg1 per commentare I fatti dell’Ungheria. Il rapporto tra il Corriere e il Tg1 è destinato ad avere un roseo futuro: dove non sono presenti i corrispondenti Rai, appariranno gli inviati di via Solferino…

08/10/06

SOLE 24 ORE, NOVITA' IN VISTA

Tira aria di riorganizzazione al Sole 24 ORE dopo la costituzione della nuova Unità Sviluppo Risorse Umane e Organizzazione affidata al giovane Alberto Allegranza, ex Accenture, fino ad ora in staff all'amministratore delegato Claudio Calabi. I colloqui con i responsabili di business sono già iniziati.
Intanto, nei corridoi di via Monte Rosa fanno gli scongiuri da quando è tornato a farsi vedere Maurizio Tarquini, noto per aver portato sull'orlo del fallimento in una memorabile sequenza: la Luiss Management, di cui era amministratore delegato, e la divisione Formazione del Sole 24 ORE; poi approdato finalmente in Telecom, per occuparsi soprattutto di formazion in house, è riuscito nel giro di poco più di un anno anche a portare la Tils, la società del gruppo da lui presieduta, alla cessione.

15/09/06

L'ANNO ZERO DI BEATRICE BORROMEO

Borromeo_1Se invece di intrufolarsi a tradimento nella casa di un tenerissimo Matteo Cambi, chiedendo il prezzo di questo e di quello (il moralismo è caduto addirittura sulle 30 camice bianche, assurte a simbolo dello sfruttamento del capitale [io ne ho 16]), dicevamo, se invece di andare a casa di un imprenditore di successo che i soldi in qualche modo li ha guadagnati, fosse andato a visitare la reggia della contessina Borromeo (sì! lasciate moraleggiare anche noi per un attimo), forse avrebbe potuto meglio rappresentare cosa vuol dire avere una casa da ricchi, anzi tutta un'isola nel cuore dell'Italia, senza dover neppur lavorare per metterla su.

04/09/06

DOVE E' FINITO ALDO CARBONI?

Chi l'ha visto? Aldo Carboni, vice direttore del Sole 24 ORE e titolare della rubrica delle lettere sul giornale confindustriale, ancora non torna, il suo omologo Sergio Romano ormai è a lavoro da dieci giorni...ormai siamo al 4 settembre, possibile che non se ne accorga nessuno?

Dagospia

31/08/06

TOTO CIPOLLETTA

Giallo sulla nomina di Cipolletta, attuale presidente del Sole 24 ORE, ai vertici delle Ferrovie (Mauro Moretti dovrebbe divenirne invece amministratore delegato). "Non mi risulta che se ne parlerà giovedì al Consiglio dei ministri”, con queste parole il ministro dei trasporti Bianchi ha gelato le aspettative. Ma i rumors non si placano ed è già partito il toto nomi per il successore alla presidenza del Sole: rispunta Giancarlo Cerutti, industriale delle rotative, già vicepresidente con delega operativa ai tempi di D’Amato e mai uscito dal Cda.

Dagospia

01/08/06

LA GUERRA DEI PROFESSIONISTI A SUON DI COPIE

Intorno al Dl Bersani si gioca anche un'altra partita di non poco conto: le copie dei giornali che ogni mattina acquistano i professionisti. Venerdì scorso il direttore di Italia Oggi, Franco Bechis, ha giocato sporco tirando un brutto tiro al giornalone confindustriale. In prima troneggiava questo titolone: "Professionisti cotti al Sole". In cui, sostanzialmente, si affermava che la genesi del decreto risale all'assise di Vicenza, la famosa riunione degli industriali che vide lo scazzo Berlusoni - Della Valle. Regista dell’intera operazione Ferruccio de Bortoli, astuto esecutore di Montezemolo, con l’obiettivo di “societarizzare e poi inglobare” in viale dell’Astronomia il mercato delle professioni. E così mentre lo stesso giorno Il Sole dà ancora prova di equilibrismo tra la presunta vocazione liberale e la premura per “la sacca”, vergando un editorialino striminzito striminzito in cui da una parte si accusa il Governo di “poggiare un pistola sul tavolo del negoziato” e dall’altra i professionisti di “reazioni scomposte”, basta sfogliare ancora il giornale del gruppo Class - che all’appalto delle pagine alle categorie professionali deve una buona parte del suo conto economico - per trovare un altro bel titolone sugli ultimi dati di diffusione Ads: "Il Sole giù e Italia Oggi su". Come a dire: attento Fdb, chi insulta paga.

04/07/06

"SOLE" E "ITALIA OGGI": LIBERALI SI' MA LASCIAMO STARE LE COPIE DEL GIORNALE

Liberalizzare sì ma senza perdere di vista il portafoglio. “Il Sole 24 ORE” ed “Italia Oggi” per la prima volta trovano un terreno sul quale dare battaglia insieme: la difesa dei "professionisti". Di coloro cioè che ogni mattina vanno in edicola e comprano le copie dei loro due giornali. Così, con un tempismo da far paura, degno della Camera delle Corporazioni, oggi, Ferruccio de Bortoli e Franco Bechis, i due super direttori, scendono entrambi in campo con due pesanti editoriali in difesa della categoria e contro un metodo di decisione che li avrebbe erroneamente lasciati fuori. Il giornale del gruppo Class dedica la foto di apertura a Maurizio de Tilla - presidente della Cassa forense (a cui aveva già dedicato un paginone la settimana scorsa, in cui ci si poteva informare sui suoi raffinati gusti culinari, su quanto fosse ricercato nel vestire e sulla versatilità dei suoi interessi) - definendolo nientemeno che “uomo pieno di spirito e intelligenza”. Il giornale di Confindustria non è da meno lasciando la parola, in prima pagina, a Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, per una lunga replica corporativa. Ora, si conta che le copie dei due giornali acquistate dagli avvocati sfiorino quota 110mila, con questi chiari di luna pare difficile aspettarsi da questa stampa una battaglia liberale.

Dagospia

05/06/06

IL SOLE 24 ORE FA IL PIENO DI EX

Se39_jacarandafalk_2 Al Sole 24 ORE si fa come con il maiale: non si butta via niente. Ed a furia di imbarcare amici e figli di amici, di trattenere ex direttori, di fare scrivere le Jacaranda Caracciolo Falck di turno, via Monte Rosa è diventata peggio di Viale dell'Astronomia, per lo meno lì qualcuno che porta i soldi è rimasto. Per esempio, cosa hanno in comune Guido Gentili e Salvatore Carrubba? Nulla. A parte il fatto di essere stati entrambi direttori del quotidiano confindustriale e di continuare a scaldar la sedia dietro profumati compensi. Per Gentili, pare che non si sia ancora trovato l'accordo sulla buona uscita. Così, il povero Ferruccio è costretto, per tenerlo buono, a dargli un po' di visibilità facendogli scrivere, di tanto in tanto, qualche insipido editorialino sui temi facili facili che piacciono a lui, tipo: “la competitività del Paese”, “La Cina”, “la moralità della politica”, dove si può sbizzarrire con tutto quello che gli frulla per la testa senza dare fastidio a nessuno. Ma siccome F.d.B. è anche generoso, e soprattutto non vuole grane, gli ha anche affidato una rubrichetta settimanale tutta sua, dove Guido riesce a bisticciare da solo; però, siccome F.d.B. è anche perfido il nome glielo ha dato lui: “Pit stop”, così, per gioco e per far contento l’editore, Luchino di Montezemolo, patron Ferrari. E Carruba? Sono decenni ormai che tra un incarico al comune ed una aspettativa al quotidiano gravita intorno al giornalone rosa appesantendone i conti senza sforzarsi poi granché. Sì, certo, ha un gran da fare con pranzi e cene, e chi lo nega, ma alla fine s’annoia s’annoia tanto nella nuova funzione “Corporate” che neppure lui sa bene cosa sia. E che dire, poi, di Stefano Folli, che Ferruccio ha chiamato, dice lui, per dare maggiore centralità alla politica nel giornale, ma, diciamo noi, per salvargli il culo da via Solferino, che per 200mila euro l’anno ed un blocchetto di buoni pasto consumati rigorosamente da Spizzico in beata pansuta solitudine, intinge la penna una volta al giorno per vederla poi relegata a pagina 12. E Carlo Marroni, ex direttore di Radiocor (l’agenzia di stampa del gruppo)? Niente paura dentro anche lui. Una intervistina ogni quindici giorni e nessuno lo caccia via. Insomma nel pensionato Sole 24 ORE, viene da chiedersi: ma le notizie chi le porta?