Dal Sole 24 ORE del 19 luglio
<<Che facciamo ci compriamo la Bnl?>> chiede Giovanni Consorte a Ivano sacchetti. <<Boh>> ride questo, picchiandosi le tasche vuote di un vestito marron. Era il luglio del 2003, Bnl capitalizzava 3,1 miliardi di euro, Unipol 1,3 miliardi, e in un salone di piazzetta Cuccia, i due a.d. del gruppo assicurativo incontravano la comunità finanziaria per la presentazione del piano industriale. L’atmosfera era informale, la compagnia bolognese festeggiava l’acquisto delle attività italiane della svizzera Winthethur e le bordate di consorte trasportavano la platea; cinquanta persone in tutto, fra cui il padrone di casa ed advisor dell’operazione Wintherthur, Alberto Naghel. In un caldo asfissiante, la passione di Consorte per la Bnl è parsa inevitabilmente una boutade. Ma, come scriveva Orazio, <<che cosa vieta di dire la verità ridendo?>>. Nessuno prese dunque Consorte sul serio. Meno uno: Francesco Gaetano Caltagirone, che prima degli altri ha capito che lo “scherzo” di Consorte poteva tradursi in una pioggia di milioni di euro e, in un <<piacere>> a chi si opponeva all’avanzata del Bilbao. L’imprenditore ha così investito su Bnl 430 milioni. E ieri (il 18 luglio ndr), dopo mesi di battaglie, ha venduto la sua quota realizzando plusvalenze per 255 milioni. Risorse che si sommano ai 3 miliardi di liquidità che lui stesso ha dichiarato. Così ora il mercato inizia a domandarsi quale sarà la prossima risata di Caltagirone. (A. Grass.)