14/09/06

PIU' CHARME PER MONTEZEMOLO

Luca e Matteo di Montezemolo crescono in Charme, il fondo di private equity ideato dal patron della Ferrari nel dicembre 2002, rilevando per 14 milioni di euro le quote  in capo a Monte Paschi, pari al 14,5% del gruppo.

Dagospia

29/12/05

UN FUTURO DA OPA PER MPS E UNIPOL

Il mondo cooperativo e la “sinistra” in generale non ci stanno a perdere la partita dell’ingresso nella grande finanza. La paura di essere squalificati e ricacciati ai margini (non proprio da clochard se, come riporta il Sole 24 Ore, le Coop muovono il 18% della grande distribuzione, contribuendo per il 10% alla formazione del Pil) anima una voglia di riscatto che parte proprio dalle regioni rosse. Parola ai Governatori, dunque. Da una parte, Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna, rilancia su Bln: “Unipol ed il movimento cooperativo sono legittimate a fare un’Opa”, perché “il collateralismo è finito da un pezzo. Il movimento cooperativo è autonomo e sceglie da sé i propri manager”. Dall’altra, Claudio Martini, presidente della regione Toscana, sogna un futuro per il Monte dei Paschi diverso da quello di “una banca regionale”. E così, se “si è fatto bene a non scendere in campo per Bnl” il modello cui guardare è quello di Unicredit aprendosi a “nuove aggregazioni in Italia e all’estero”.

Eppure, il primo problema all’ordine del giorno per Mps sarà cosa fare di Gnutti, da poco reintegrato nel consiglio dell’Istituto. E per Unipol, sgombrare il campo dal sospetto di una longa manus politica dietro la nomina del nuovo vertice.

Dagospia

17/12/05

QUEL GRAN CASINARO DI RICUCCI ARRUOLA L’ESTABLISHMENT NELLA SPERANZA D’SSERE SALVATO

Che i rapporti fra Vittorio Ripa di Meana e Stefano Ricucci non siano all’apice lo dimostra anche il fatto che, oltre al presidente del patto di sindacato di Capitalia, il marito della Falchi ha chiamato a mettere ordine nella Magiste anche Guido Roberto Vitale, ex presidente di Rcs Mediagroup, e l’avvocato e professore Maurizio Lupoi, oltre a mezza Ernst & Young.
Ma, come riportato dal Sole 24 ORE, l’ex odontotecnico di Zagarolo deve essere piuttosto agitato, se non bastandogli neppure questa truppa è andato a scomodare, per individuare il presidente del comitato di Garanzia della Magiste, nientemeno che
Donato Bruno, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera - Bruno è onorevole molto vicino a Berlusconi, impegnato in prima linea nella battaglia per far passare la ex Cirielli - che gli ha suggerito il nome del professor Guido Alpa. Insomma un garantista al proprio fianco - corna facendo - può sempre tornare utile.

Anche su Dagospia

12/10/05

DELLA VALLE, DOPO AVER FATTO LA MORALE A MEZZO MONDO, FA IL RAIDER SU BPI

Dellavalle_bellecarramba_4 Il mondo va così. Ieri puntava il dito contro i raider della finanza che facevano i soldi facili senza uno straccio di piano industriale, ed oggi approfitta di un grave 'sbandamento aziendale' per accattarsi, quatto quatto, nientemeno che le azione del nemico, un 2% di Bpi.

19/07/05

LO SCHERZO DI CONSORTE GONFIA LE TASCHE DI CALTA-CASINI

Dal Sole 24 ORE del 19 luglio

<<Che facciamo ci compriamo la Bnl?>> chiede Giovanni Consorte a Ivano sacchetti. <<Boh>> ride questo, picchiandosi le tasche vuote di un vestito marron. Era il luglio del 2003, Bnl capitalizzava 3,1 miliardi di euro, Unipol 1,3 miliardi, e in un salone di piazzetta Cuccia, i due a.d. del gruppo assicurativo incontravano la comunità finanziaria per la presentazione del piano industriale. L’atmosfera era informale, la compagnia bolognese festeggiava l’acquisto delle attività italiane della svizzera Winthethur e le bordate di consorte trasportavano la platea; cinquanta persone in tutto, fra cui il padrone di casa ed advisor dell’operazione Wintherthur, Alberto Naghel. In un caldo asfissiante, la passione di Consorte per la Bnl è parsa inevitabilmente una boutade. Ma, come scriveva Orazio, <<che cosa vieta di dire la verità ridendo?>>. Nessuno prese dunque Consorte sul serio. Meno uno: Francesco Gaetano Caltagirone, che prima degli altri ha capito che lo “scherzo” di Consorte poteva tradursi in una pioggia di milioni di euro e, in un <<piacere>> a chi si opponeva all’avanzata del Bilbao. L’imprenditore ha così investito su Bnl 430 milioni. E ieri (il 18 luglio ndr), dopo mesi di battaglie, ha venduto la sua quota realizzando plusvalenze per 255 milioni. Risorse che si sommano ai 3 miliardi di liquidità che lui stesso ha dichiarato. Così ora il mercato inizia a domandarsi quale sarà la prossima risata di Caltagirone. (A. Grass.)