25/11/05

L'IMMACOLATA CONCEZIONE HA IMPIEGATO MILL'ANNI PER FARSI DOGMA CHE IL PELLEGRINO LAICO NON PECCHI D'IMPAZIENZA

Gentile Malvino, perdoni se la importuno con simili impunture clerical –dogmatiche proprio oggi: il giorno dell’Immacolata (concezione), ma è di questo che si tratta; per cui, come d’istinto, sono venuto a bussare alla sua porta. Ora, sicuramente Ella avrà discusso da par suo con vescovi, cardinali e porpore di ogni genere della precipua quistione; chissà se magari ha avuto modo anche con Sua….beh, comunque non è affar mio, dimentichi l’invadenza tipica del bifolco inurbato; Le dicevo, vengo qui anche attirato dalle sue immagini e frasi a discettarne non da pari a pari, ripeto, piuttosto come pecora verso il pastore; io non sono altro che un baciapile e non per codardia, non sia mai!, ma per ambizione, perché questo è stato l’unico mio peccato di voler servire il clero, non ho desiderato d’essere altro, posso dirlo con sincerità. Dunque, vediamo se riesco a cominciare: la “concezione” cui si fa riferimento in questa Santissima ricorrenza, che a Milano ancora di più si colora dei motivi della misericordia venendo per misericordia divina, debbo ritenere, subito dopo quella del Patrono, santo Ambrogio, in guisa tale che il gregge possa essere meglio guidato verso devotissimi ponti che per estensione paiono arcobaleni …mi perdoni sto divagando di nuovo, è che la materia è ‘sì immensa per un nulla quale io sono.

Dicevo, la concezione di cui qui si festeggia non è quella che saluta la discesa al mondo del Redentore, per il divino tramite della Madonna, bensì quella, cronologicamente (non mi azzarderei a dire ontologicamente) precedente che portò al mondo Maria. Ella, dunque, nacque monda da peccato: in questo senso fu “immacolata concezione”. Conferma del resto se ne trova anche nelle parole dell’Angelo nel Vangelo dell’Annunciazione: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Dove, imperativo a parte, il “piena di grazia” non lascia spazio a dubbi. Eppure, per le cautele tipiche d’Oltretevere si dovette attendere nientemeno che il 1854 perché il beato Pio IX ne facesse un dogma di fede capace finalmente di appagare chi in passato si è battuto, come me del resto oggi, rettamente e con tutta la propria fede, per Maria “tuttasanta”. Così tanto s’è dovuto attendere benché la principale quistione, vale a dire l’inciampo teologico per cui Maria a quel punto potesse non essere necessitata della salvezza di Cristo, avesse già trovato soluzione nella impeccabile dimostrazione fatta nel XIII secolo ad opera di Duns Scoto che brillantemente la risolse spiegando che nel caso di Maria la redenzione del Cristo ci fu eccome e se non consistette nella purificazione dal peccato fu soltanto perché ella ne venne preservata, come dire ab origine.

Ora, vede, è proprio da questo che vorrei partire, dai quei 600 anni, impiegati prima di veder la propria verità sugli altari, per dir così. Io la leggo di continuo, anche se le confesso lei rientra fra i blog vietati dalla Congregazione per la fede; apprezzo il suo argomentare ed anche una certa qual solidità scientifica che si sforza di portare a dimostrazione delle sue tesi, cosa peraltro inutile (impari da noi, mi verrebbe da dirle se fossi capaci di ironizzare) ma quello che non comprendo di Lei è proprio la sua dimensione troppo umana, il suo affanno a veder realizzate le cose che dice, l’orizzonte temporale che si dà, così angusto, che trapela anche da questa sua – affascinante sia ripetuto - scrittura fluviale, lei gentile Malvino pensa come un uomo è questo il suo limite.

REQUIEM DELL’UOMO LAICO - CON LE INAPPUNTABILI CORREZIONI DEL MALVINO

che il chierico non si trasformi in chiavico (IV, 422).

tutt’altro si vuole apparire, di questi tempi, fuorchè curiale; dio mio, va specificato, son frangenti dove ogni mente illuminata sa bene dove rivolgere lo mazzo e drizzare lo cazzo. Eppure, v’è qualcosa che spinge a calcare il passo come in un sabbia mobile ed allora altro che pari e patta, lì so cazzi pesanti, e magari anche pensanti. Da una parte la cattotelevisione di regime e le porpore ruiniane ed i calta-casini che s’accattano tutti i beni dei preti dopo aver celebrato messa lombo a lombo (proprio comm’e’ ricchioni, hai notato?), e vabbè, l’abbiamo detto ma che ci rimane?
Vuoi mettere con dire il giorno dell’Immacolata: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Questo sì dà piacere. Uomo laico tu sei destinato a perdere. Lo conosco il mantra: “se tu non ti occupi della politica la politica si occupa di te”; è chiaro. Ma solo questo mi sai dire? Sei radicato sul territorio, giusto mo’ perché sei italiano urli: Vaticano qui Vaticano lì. Se eri della Mecca rompevi il cazzo a qualcun altro... Tu uomo laico ti vuoi risollevare, ed io ti capisco, sono migliaia di anni che t’azzoppa, il giogo. ma tanto non ce la fai...non è per te. Per carità: tra fides et ratio tu scegli ratio ma sei solo, perché gli altri si incarrettano pure la fede, modello GS.
commento di malvino   L'identità di questo utente è certificata il 11/12/2005, h 17:8   151.26.77. xxx 
Mi sarei permesso di limare l'ottima cosa in questo modo:

REQUIEM DELL’UOMO LAICO
“Che il chierico non si trasformi in chiavica” (IV, 422)
Tutt’altro si vuole apparire, di questi tempi, fuorché curiale. Dio mio - va detto - son frangenti ove ogni mente illuminata sa bene dove rivolgere mazzo e drizzare cazzo. Eppure, v’è qualcosa che spinge a calcare il passo come in un sabbie mobili ed allora - altro che pari e patta - lì so’ cazzi pesanti, e magari anche pensanti. Da una parte, la cattotelevisione di regime e le porpore ruiniane ed i calta-casini che s’accattano tutti i beni dei preti dopo aver celebrato messa, lombo a lombo (proprio come i ricchioni, hai notato?) - e vabbe’, l’abbiamo detto: ma che ci rimane? Vuoi mettere col dire, il giorno dell’Immacolata: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Questo sì, dà piacere. Uomo laico, tu sei destinato a perdere. Lo conosco il mantra: “Se tu non ti occupi della politica, la politica si occupa di te”. Sìa. Ma solo questo mi sai dire? Giusto perché stai a Roma, urli: Vaticano qui, Vaticano lì. Se stavi alla Mecca, rompevi il cazzo a qualcun altro. Tu, uomo laico, ti vuoi risollevare, e io ti capisco, sono migliaia di anni che il giogo ti stramazza. Ma tanto non ce la fai, non è per te. Per carità: tra fides e ratio tu scegli la ratio, ma sei solo, perché gli altri si incarrettano pure la fides, modello GS.

Sarà messa come esergo a un post con lo stesso titolo. Quando? Boh.

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CRISTIANESIMO ESISTENZIALIZZATO E CANNE ALL'ORATORIO

Cortesissimo Malvino, non si irriti se razzolo ancora dalle sue parti (prima o poi mi stuferò) ma è che Lei attira con le sue certezze (laiche e popperiane per carità!). A proposito della sua ultima dimostrazione, quella relativa all’esistenzializzazione del cristianesimo trasfigurato in un cattolicesimo dei precetti da impartire dal parroco a mezzo di microfonetto alla domenica; dove la pecora fa veramente la pecora continuamente reindirizzata com’è dal bastone del pastore che gli commina raccomandazioni spicciole su tutto; ebbene, riguardo tutto ciò vorrei un chiarimento su come Ella giudichi la cosa. A me pare, per l’argomentare stringente che vi ha buttato dentro che abbia voluto come stanare una intentio della Curia. E c’è del vero, senz’altro. Ma non ritiene Ella che questa categoria del noioso (e non sono neppure certo che sul piano delle verità di fede rappresenti quisquilia), sia invece un terreno scivoloso per la Chiesa, che vi addiviene con le spalle al muro trascinata dalla modernità (perdoni  i termini approssimativi), costringendola a confrontare il suo modello con la playstation, il cinema, il desiderio ecc. Cosa faccio, vado all’oratorio o rimango fuori a farmi una canna una sega una pelle? Lei cosa sceglierebbe? Non è forse questo il terreno che è più congeniale ad un liberale convinto della sua ricetta e che finalmente può giocare ad armi pari in una libera competizione fra modelli, senza continui rimandi all’al di là?

(Ella, se vorrà, mi brucerà facilmente dicendo la Chiesa non ha certo rinunciato al paradiso, ed allora avrà ragione; ma forse non lo farà perché Ella sa cos’è la carità come ogni vero laico, anzi che dico: laicista!).

QUELLO CHE MALVINO HA FATTO PER NOI, NOI FAREMO PER LUI MOLTIPLICATO CENTO VOLTE

RIPRODUCIAMO QUI MALDESTRAMENTE UN FORMIDABILE SCAMBIO CON IL DIVINO MALVINO CHE NELLA SUA INFINITA MISERICORDIA C'HA FATTO L'ONORE DI POSTARE LA NOSTRA RISPOSTA ACCANTO AD UNO DEI SUOI MEMORABILI ESERCIZI SPIRITUALI

Questionario per seminaristi                   
Malvino
QUIZ N. 228 - Naufragio, affogano tutti ad eccezion di cinque: una coppia gay, una coppia etero e il loro bimbo. Su una scialuppa raggiungono l’arcinota isola deserta nell’Arcipelago del Paradosso (oceano mica tanto pacifico). I genitori del piccolo muoiono dopo pochi giorni per profusa e incoercibile diarrea – ciò che di didascalico v’era nel frangente li faceva cagare – requiescant. Ora la questione è: una coppia gay può adottare un bimbo e allevarlo? Normalmente no, ma qui è diverso: il bimbo non sopravviverebbe. Prego soffermarsi su “normalmente” e “diverso”, dandone due definizioni che non superino le duecento battute ciascuna. (http://malvino.ilcannocchiale.it/)


Commento di Dovlatov Dicevo, prima che questa mostruosa macchina risucchiacommenti annullasse ogni mia riflessione che: dal momento che ci si trova su di una isola deserta e tutti e tre i soggetti sono di sesso maschile, a mio giudizio, la tenuta in vita della creatura, sia pure allevata da due patenti ricchioni (che fra l’altro si può pensare sarebbero pronti a girare ignudi e proni ad accoppiarsi senza troppe precauzioni in fra le frasche) sarebbe, dicevo, meno grave in quanto la prosecuzione della specie sarebbe comunque impossibile anche dinnanzi ad una corretta maturazione eterosessuale; questo, dunque, è l’unico caso in cui, sempre per quello che al mio intelletto sovviene di manifestare, non ci sarebbe necessità - per evitare al fanciullo una misera vita contronatura - di farlo fuori, iniziativa che, fra l’altro, per quanto di matrice violenta rivelerebbe una tempra d’animo fortemente misericordiosa nel ricchione infanticida, il quale in tal modo prenderebbe su di sé la perenne pena infernale pur di evitare al fanciullo una vita da prendinculo. Secondo me. [www.dovlatov.typepad.com]