19/01/07

KYRILL

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18/01/07

E FERRUCCIO RISPOSE

A ruota  la risposta di de Bortoli che sembra cadere dalla nuvole "Cari colleghi, Dopo aver appreso, con rammarico, la notizia delle dimissioni del presidente del gruppo, credo di interpretare anche il vostro pensiero nel rivolgere, insieme all’amministratore delegato Claudio Calabi, un ringraziamento sincero al professor Innocenzo Cipolletta. In questi due anni, sotto la sua guida, il gruppo è cresciuto, ha profondamente rinnovato i suoi prodotti e migliorato i risultati. Il giornale ha consolidato la propria posizione di mercato. Il presidente, al quale sono personalmente grato, ha garantito autonomia, indipendenza e rispetto delle professionalità. Un’eredità importante e preziosa. A lui va il saluto affettuoso di tutta l’azienda, della direzione, della redazione e di tutti coloro che lavorano, con passione, in questo e per questo gruppo." Gongola, invece la Bracco, presidente di Assolombarda che vale circa il 30% di Confindustria e che in questi mesi si è strenuamente opposta al progetto di quotazione.

17/01/07

SOLE: BYE BYE CIPOLLETTA

“Cari Colleghi, ho accettato, su richiesta dell'azionista, di rimettere il mandato di Presidente de Il Sole 24 ORE”, così, polemicamente, inizia l’e-mail che Innocenzo Cipolletta, da settembre anche presidente delle Ferrovie dello Stato, ha inviato a giornalisti e dipendenti del quotidiano di Confindustria. E ancora “Mi spiace dover lasciare la guida di questa azienda in una fase delicata quale quella che precede la possibile quotazione” e poi l’affondo “ Mia è la speranza che questo gesto riduca le opposizioni di quanti vedono nella quotazione un "segnale" di autonomia e di autorevolezza”. Così l’agnello buono Cipolletta si immola sull'altare delle pressioni degli industriali impauriti dalla possibilità di perdere terreno nel controllo del giornale. E poi i ringraziamenti a de Bortoli “cui mi legano sentimenti di stima e di amicizia”. Un forte encomio a Giancarlo Santalmassi che ha “rilanciato la Radio” ed i saluti a Calabi ed a tutti i dipendenti, fino alla chiusa paternalistica “Vi ricordo che l'autonomia di una casaeditoriale dipende essenzialmente dal vostro impegno personale”. Ora il posto di presidente è libero ma c'è già la fila.

Dagospia

15/01/07

PANNELLA EPURATOR CONTRO TUTTI

Pannella censura la apprezzatissima rassegna stampa di Daniele Capezzone, presidente della Comissione Attività produttive della Camera, per fare spazio a Marco Cappato le cui quotazioni sono in ascesa. Il mahatma radicale dopo la cacciata dalla segreteria del ragazzo prodigio, da lui scoperto e portato alla notorietà nazionale, gli sta facendo un guerra contro per togliergli tutti gli spazi di visibilità. Guerra che Capezzone ha più volte definito “vero e proprio mobbing”.

Durissimo anche lo scontro col direttore della Radio, Massimo Bordin, che in diretta ha giudicato “molto sgradevole” questa presa di posizione del leader che in qualche modo lo esautora dalle funzioni di direttore e ha reagito in malo modo: “Pannella io non paura di niente e di nessuno figuriamoci del mobbing… tu a me al massimo mi puoi licenziare ma fare mobbing no eh…allora, senti facciamo una cosa che la programmazione della domenica mattina la decide il partito…” e Pannella imperturbabile “Eh no, io non sono mica il tuo superiore questa è una decisione che devi prendere tu in altro contesto e non qui in diretta…” Insomma, tu come direttore devi saperti adeguare da solo alla nuova linea politica io però ti ho messo sull’avviso. E Bordin malinconico: “…va bene allora mi riserverò di prendere una decisione”.

Dagospia

27/12/06

UN GRANDE SALUTO A PIERGIORGIO WELBY

18/12/06

MENTANA INSEGUE LA MOGLIE

Cosa ha da farsi perdonare Chicco Mentana dalla bellissima moglie Michela Rocco di Torrepadula? E’ questa la prima domanda che è venuta in mente a chi li ha visti litigare oggi, verso ora di pranzo, a via del Corso a Roma. Lei camminava avanti provando a distanziarlo…lui in uno slancio giovanile le ha afferrato il braccio e a denti stretti le ha sussurrato qualcosa. Troppo poco…Michela, decisa, con uno strattone si è divincolata ed ha proseguito per la sua strada…e Chicco dietro...

Dagospia

04/12/06

ICE, BONINO PAREGGIA IL CONTO

Istituto per il Commercio Estero così non va. Loro ancora non lo sanno perché probabilmente non ascoltano Radio Radicale ma, nella giornata di ieri, il ministro Emma Bonino ha pronunciato la parola fine dell’attuale assetto del glorioso istituto presieduto dall’ex direttore della Farnesina, il potentissimo ed inviso ambasciatore Umberto Vattani. “Molti degli uffici esteri non hanno più giustificazione. Bisogna andare verso i paesi emergenti e non importa se ciò vorrà dire spostare delle persone da Parigi al Malawi”, ha detto la ministra. I funzionari in missione pesano quasi per la totalità del bilancio e sono sparsi in un centinaio di sedi. Adesso dovranno traslocare un po' più a est, verso la Cina, l'India, la Russia ecc.

Dagospia

29/11/06

IL DILEMMA DEL “CESTO NATALIZIO” AL GRUPPO ESPRESSO

Prosegue la strenua lotta dei giornalisti contro gli editori per vedersi riconosciuti aumenti contrattuali e immunità dalla legge Biagi. Dopo i duri scioperi di stampo tradizionale, è arrivato quello delle firme ma ora si paventa l’ultima, la più feroce, forma di scontro. In prima linea, ovviamente, i giornalisti del gruppo Espresso - Repubblica che stanno valutando di non accettare il consueto "cesto natalizio" regalato dall’azienda e da tutti invidiato perché ricco di prelibatezze di ogni tipo. Mogli e figli di cronisti, inviati e uomini di desk sono già sul piede di guerra.

Dagospia

FREE PRESS: "VENTIQUATTRO MINUTI" DI GELO

Sudori freddi per l'avvio della free press del Sole 24 Ore, "Ventiquattro minuti". Il giornale del pomeriggio non entusiasma il pubblico né per i contenuti, giudicati troppo "freddi", nè per la foliazione, troppo ridotta (su Roma sono già scesi di 4 pagine), ma soprattutto fatica molto a raccogliere pubblicità. City e Leggo hanno subito gettato il guanto di sfida abbassando drasticamente i prezzi per tagliare le gambe al prodotto concorrente (si è arrivati a 500 euro per mezza pagina). Con questi numeri Calabi è costretto a mettere mano al portafoglio e, a meno di una svolta, non pare intenzionato a foraggiare un'iniziativa in perdita.

Dagospia

24/11/06

DEAGLIO E IL TOTO' TRUFFA

Vorrei rivolgere una domanda ad Enrico Deaglio riguardo la suggestiva ricostruzione che egli fa della manipolazione nella trasmissione dei dati elettorali. Partendo da un assunto, che non saprei dire se vero o falso, per cui ci sarebbe stato un appiattimento inspiegabile delle schede bianche su tutto il territorio nazionale, egli ne deduce che i berluscones avrebbero alterato i dati in corso di trasmissione dalle singole sezioni al Viminale, imputando a Forza Italia un’ampia quota di schede bianche. Richiesto della possibilità di darne prova egli ha risposto che si dovrebbero ricontare un milione e seicentomila schede. A me sembrerebbe più semplice verificare se il dato diffuso dal Viminale, che si suppone alterato, sia o meno coincidente con i verbali delle singole sezioni elettorali, senza così dover ricontare alcunché. Questo per tacere del fatto che in tale truffa (che peraltro ha portato la Casa delle liberta a perdere per una manciata di voti dopo averne alterati centinaia di migliaia) sarebbero coinvolte, in primis, le Corti d’Appello e la Cassazione deputate a controllare la correttezza del voto, compito che non spetta al ministero dell’Interno.


La dichiarazione dei Riformatori liberali

«Incredibile ma vero. Nonostante tutti gli esperti (giuristi o sondaggisti) del sistema elettorale concordino nel riconoscere che il Governo non aveva e non ha nessuna possibilità di falsificare il voto elettorale, poichè il controllo è affidato esclusivamente ai magistrati delle Corti d'Appello e della Cassazione - affermano Marco Tardash e Peppino Calderisi portavoce e coordinatore dei Riformatori Liberali - una parte del mondo politico di sinistra continua a credere alla favola dei brogli raccontata dal direttore del settimanale Diario, Enrico Deaglio».

«Nonostante la giunta per le elezioni della Camera abbia a disposizione tutto il materiale proveniente dai seggi - aggiungono - il capogruppo dell'Ulivo nella giunta delle elezioni, Casson chiede che la giunta stessa acquisisca il Dvd di Deaglio per indagare sulla 'inquietante ipotesì. Nonostante il centrosinistra abbia vinto le elezioni, pure imputa all'attuale opposizione di aver perpetrato un broglio che non poteva in nessun modo compiere e che per giunta avrebbe compiuto solo parzialmente, lasciando vincere il centrosinistra. Siamo al ridicolo, anzi al grottesco. Solo Ionesco, forse - concludono - avrebbe potuto rappresentare in maniera adeguata il caso di una maggioranza vittoriosa che imputa alla minoranza sconfitta di aver manomesso il risultato elettorale. Ma più che Ionesco, il caso dei brogli richiama alla mente Ennio Flaiano: 'Oggi il cretino è pieno di idee».